Lo sforzo di de-dollarizzazione sotto i riflettori dopo la minaccia di Trump sui dazi ai BRICS

Il presidente eletto Donald Trump ha minacciato di imporre una tariffa del 100% sulle economie delle nazioni del BRICS se tentassero di abbandonare il dollaro statunitense come principale valuta di riserva internazionale. Questa mossa ha portato all’attenzione gli sforzi di de-dollorizzazione che sono stati al centro dell’agenda di alcune delle principali economie emergenti del mondo.

Il BRICS è un’alleanza composta da nove nazioni, tra cui Brasile, Cina, India, Russia e Sud Africa, che hanno lavorato per ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense e promuovere l’uso delle proprie valute nazionali nelle transazioni commerciali e finanziarie. Tuttavia, nonostante gli sforzi, il dollaro statunitense continua a rappresentare circa il 60% delle riserve di cambio estero a livello globale, con l’euro al secondo posto con meno del 20%.

Trump ha espresso chiaramente la sua opposizione a un’eventuale creazione di una nuova valuta di riserva da parte del BRICS, minacciando di imporre dazi del 100% sulle esportazioni dei paesi che partecipano a tale iniziativa. Secondo l’ex presidente, il mantenimento del dollaro come valuta di riserva è essenziale per gli Stati Uniti e qualsiasi tentativo di sostituirlo sarebbe affrontato con fermezza.

Nonostante le minacce di Trump, gli esperti ritengono che il dollaro non sia attualmente in pericolo imminente, soprattutto nei settori dei mercati finanziari internazionali e delle transazioni bancarie globali. Tuttavia, l’interesse per la diversificazione delle valute di riserva è in aumento, con il renminbi cinese che sta guadagnando terreno come alternativa al dollaro.

La recente minaccia di Trump di imporre tariffe punitive a paesi che cercano di ridurre la dipendenza dal dollaro potrebbe avere ripercussioni nel panorama economico globale, con alcuni osservatori che suggeriscono che potrebbe rappresentare un’anteprima della diplomazia basata sui dazi durante il suo prossimo mandato.

Sebbene il dollaro mantenga attualmente la sua posizione predominante come valuta di riserva internazionale, il dibattito sulla de-dollorizzazione e la ricerca di alternative sta guadagnando terreno, con paesi come i membri del BRICS che continuano a lavorare per ridurre la loro dipendenza dal dollaro statunitense. La situazione rimane in evoluzione e sarà interessante osservare come si evolverà il panorama delle valute di riserva a livello globale nei prossimi anni.