Il “dynamic pricing” è stato uno dei contendenti principali per il titolo di Parola dell’Anno secondo l’Oxford University Press nel 2024. Questa pratica, che consiste nella variazione del prezzo di un prodotto o servizio in base alle condizioni di mercato, è stata oggetto di attenzione a causa dell’aumento della domanda di biglietti per concerti molto ambiti, come il tour Eras di Taylor Swift.
La controversia legata al “dynamic pricing” è emersa soprattutto nel settore dell’intrattenimento, con Ticketmaster sotto indagine nel Regno Unito per aver utilizzato questa pratica nella vendita dei concerti di reunion della band britpop Oasis. Molti fan si sono lamentati di aver pagato prezzi molto più alti rispetto al valore nominale del biglietto senza preavviso.
Alcuni artisti, come Taylor Swift, hanno rifiutato di adottare il “dynamic pricing” per i loro eventi, dimostrando una sensibilità nei confronti dei propri fan e evitando di far ricadere su di loro costi eccessivi. Allo stesso tempo, ci sono voci, come quella di Robert Smith dei Cure, che criticano aspramente questa pratica definendola una forma di avidità.
L’industria musicale dal vivo ha visto un aumento significativo dei ricavi negli ultimi anni, diventando un’importante fonte di guadagno per gli artisti. La pandemia ha contribuito a una maggiore domanda di concerti, spingendo le piattaforme di vendita dei biglietti ad adottare il “dynamic pricing” come prassi standard.
Nonostante le critiche e le preoccupazioni dei consumatori riguardo all’equità e alla trasparenza del “dynamic pricing”, sembra che questa pratica sia destinata a rimanere una realtà nell’industria dell’intrattenimento, alimentata dalla volontà dei fan di partecipare a esperienze live uniche.
Parallelamente, l’Oxford Dictionary ha selezionato il termine “brain rot” come Parola dell’Anno, riflettendo un’atmosfera globale che mescola oscurità e ironia. Questo termine rappresenta in modo efficace lo stato attuale del mondo, offrendo una visione sarcastica di ciò che ci circonda.
In un contesto in cui le tendenze linguistiche e culturali si intrecciano con le dinamiche economiche e sociali, sia il “dynamic pricing” che il termine “brain rot” sono esempi eloquenti di come le parole possano riflettere e influenzare il nostro modo di vivere e percepire la realtà.
Mentre il dibattito su queste tematiche continua a suscitare interesse e dibattito, resta chiaro che la linguistica e la cultura sono strumenti potenti per esplorare e interpretare il mondo che ci circonda, offrendo spunti di riflessione su questioni centrali della società contemporanea.