L’India ha ampliato il proprio sistema di autenticazione Aadhaar, consentendo così alle aziende di settori come e-commerce, ospitalità e sanità di utilizzare i dati biometrici per verificare l’identità dei clienti. Questo passo, sebbene volto a migliorare l’efficienza dei servizi, ha sollevato notevoli preoccupazioni riguardo alla privacy, poiché non sono state definite chiare salvaguardie per evitare abusi nell’uso delle informazioni biometriche degli individui.
L’aggiornamento normativo, introdotto dal Ministero dell’IT indiano, modifica le regole esistenti e amplia la portata dell’autenticazione Aadhaar, al fine di migliorare la consegna dei servizi sia per enti pubblici che privati. Nonostante il governo affermi che l’uso di Aadhaar può migliorare l’efficacia dei servizi in settori chiave, esperti di privacy mettono in guardia sul potenziale rischio di esclusione e sull’implementazione poco chiara delle misure di sicurezza.
Con oltre 129,93 miliardi di transazioni Aadhaar registrate, l’utilizzo di questo sistema di autenticazione è previsto per crescere. Tuttavia, l’adeguatezza delle misure proteggenti e le modalità di accesso alle informazioni biometriche devono essere chiaramente delineate per evitare violazioni della privacy, come sottolineato dalla Corte Suprema durante discussioni passate sull’argomento.