Il dibattito è acceso sull’impresa cinese DeepSeek, accusata di mettere a rischio i dati di milioni di cittadini italiani. Il gruppo Euroconsumers ha formalmente presentato un reclamo all’Autorità per la Protezione dei Dati Personali italiana, un’iniziativa che segna il primo significativo passo da parte di un’autorità di vigilanza da quando DeepSeek ha iniziato a guadagnare notorietà. Questo passo arriva dopo che DeepSeek ha destato attenzione mondiale grazie al suo modello di linguaggio avanzato, ma i critici mettono in luce preoccupazioni legate alla privacy, all’origine dei dati raccolti e al trattamento di tali dati nel rispetto del GDPR.
L’Autorità italiana mira a capire quali dati personali vengono raccolti e per quali scopi, chiedendo ulteriori informazioni sui server situati in Cina dove i dati verrebbero gestiti. Le risposte sono attese entro 20 giorni. Durante una recente conferenza stampa, i portavoce della Commissione Europea hanno confermato che le nuove tecnologie, come quelle offerte da DeepSeek, devono rispettare le normative europee sulla privacy.
Tra i punti critici evidenziati c’è anche la mancanza di misure adeguate per proteggere i minori utente della piattaforma, con domande irrisolte circa la sorveglianza di come gli utenti vengono informati sulla raccolta dei loro dati. La situazione di DeepSeek ha suscitato particolare interesse sia a livello locale che internazionale, rappresentando un caso esemplare nella crescente sorveglianza delle tecnologie emergenti e dei loro effetti sulla privacy individuale.